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NON SOLO TARGA


Invité §enz203HF

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Nel mio post precedente su Nuvolari avevo accennato alla prossima edizione de "Il Pilota, il poeta e la Targa".....

 

.....guardando e salvando i fermo immagine del nuovo slide show realizzato da John Phillips ho trovato questa foto, fino ad ora la quarta trovata sulla Minimach che partecipò alla Targa Florio del 1968 http://www.targapedia.com/photogallery/TargaFlorio/1968/TARGA%20FLORIO%201968%20-%20MINIMACH/slides/162%20Minimach%20Cooper%20BMC%20%20Gianfranco%20Padoan%20-%20Giuliano%20Savona%20(1).html

 

La qualità è la solita alla quale ci ha abituato John....

 

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162 Minimach Cooper BMC Gianfranco Padoan - Giuliano Savona

 

La figlia di Gianfranco Padoan, costruttore di questa coupè con meccanica Mini Cooper , lo stesso Gianfranco Padoan che portò in Sicilia la Minimac nel 1968 in coppia con Giuliano Savona, lo scorso ottobre ha partecipato alla prima edizione della manifestazione siciliana dell' Historic Racing di Brescia.

 

Queste le foto che io e Gianni Petta siamo riusciti a scattare prima del ritiro avvenuto durante la seconda giornata della manifestazione.

 

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Alle pagine 132, 134 e 909 del topic TARGA FLORIO troverete i post dedicati alla Minimach in Targa Florio (grazie Shortleg.... :jap::jap::jap: )

 

Caro Max sai bene a chi "girare" questa foto ! :jap::jap::jap::jap:

 

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Abbiamo parlato qualche pagina fà della Targa del 1928, un'edizione molto valida e combattuta che confermava al top la corsa di Vincenzo Florio...

Ma facciamo un passo indietro di un anno per assistere ad un altro evento sportivo epocale, la nascita della Mille Miglia, ispirata nella formula al vecchio Giro di Sicilia abbandonato da Florio nel 1914 alla vigilia della Grande Guerra.

 

Bene, questo evento sollecitò nel vulcanico spirito di Don Vincenzo il desiderio di riproporre la competizione circumisolana, e nell'attesa di vararla ufficialmente per l'anno 1928, pochi forse sanno che volle prima organizzare una specie di prova generale...

 

Ce lo racconta il compianto Pino Fondi attraverso le pagine del suo libro sul Giro...

 

 

Trascorsero alcuni anni prima che si riaprisse il discorso delle competizioni a lunga distanza.

In Italia ciò avvenne verso la fine del 1926, quando venne tracciato il progetto di una corsa di km 1600

che interessava mezza Italia. Con esso nasceva la Mille Miglia che vide poi la luce nel marzo del 1927.

La corsa conseguì un enorme successo e fu un autentico colpo di fulmine per gli innamorati dello

sport automobilistico.

I riflessi di tanto interesse popolare per la corsa bresciana si irradiarono anche in Sicilia, dove la Targa

Florio continuava ad imperare come la più famosa competizione mondiale. Essi risvegliarono nella mente di Vincenzo Florio il sopito ricordo del Giro di Sicilia. E fu subito colto da entusiasmo. Egli considerò che forse era venuto l'atteso momento per riproporre la ripresa della sua corsa circumisolana.

 

L'idea era ora validissima, tanto più che sotto un certo aspetto la Mille Miglia, come competizione di lunga distanza era un po' "figliastra" del più antico Giro di Sicilia. Lo rilevò lo stesso Giovanni Canestrini, l'insigne giornalista, ideatore con Renzo Castagneto, Ayrno Maggi e Franco Mazzotti della Mille Miglia, in occasione di un abboccamento con Vincenzo Florio nel 1927. Ciò avvenne per la disputa della Targa Florio, quando Canestrini per la prima volta andò in Sicilia in qualità di inviato da parte della "Gazzetta dello Sport" per il servizio giornalistico

sulla corsa siciliana. Canestrini disse a Florio di essersi ispirato anche al ricordo del Giro di Sicilia nel concepire la formula per la Mille Miglia. Il Cavaliere ne fu lusingato e colto da euforia, rivoltosi a Canestrini gli disse:

"Ebbene, sarò ora io che mi ispirerò alla nuova Mille Miglia per riprendere il Giro di Sicilia!..."

"Mi sembra un eccellente idea!" -assentì Canestrini. Dopo quell'incontro, Florio convocò i suoi collaboratori, ai quali espose l'idea del ritorno del Giro di Sicilia come corsa a se stante indipendente dalla Targa Florio, che sarebbe continuata sempre sul Circuito delle Madonie. E i suoi collaboratori, fra i quali spiccavano i nuovi giovani Beppe Albanese e il conte Giovanni Federico, furono davvero entusiasti quanto lui.

 

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"Faremo svolgere la corsa nel maggio dell' anno prossimo; però sarà bene effettuare alcune prove per quest'

anno, onde prepararci al meglio per il 1928."

Nacque così il "Giro di Sicilia Sociale", manifestazione permanente per vetture turismo sul percorso:

Palermo- Messina-Siracusa- Modica- Ragusa-Terranova di Sicilia-Agrigento-Marsala-Trapani-Bivio

Calatafimi-Palermo, per km 978.

I controlli a timbro erano a Messina, Siracusa, Ragusa, Marsala, Trapani. Significativo quello di Marsala, poiché aveva luogo di fronte allo stabilimento della Casa Vinicola Italiana Florio. La competizione era aperta soltanto ai

Soci del RAC.I. <Reale Automobile Club Italia) ed organizzata dall'Automobile Club di Sicilia, di cui Florio era il presidente.

 

Erano previste tre manifestazioni di prove, la prima il 26-27-28 dicembre 1927, la

seconda il 18-20 febbraio 1928, la terza il 23-24 febbraio dello stesso anno.

I tre eventi si svolsero regolarmente e vennero vinti rispettivamente dal conte Giovanni Federico in coppia

con il duca di Villarosa al volante di una Fiat 509, alla media di km/h 22,185; da Giuseppe Paladino, sempre su Fiat 509, alla media di km/h 26,892; dal barone Amedeo Sillitti, su Alfa Romeo 1500 6 cilindri, alla media di km/h 38.

 

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Forte di questi risultati, Florio e i suoi collaboratori dell'A.C.S. misero in cantiere il rilancio del Giro di Sicilia vero e proprio, il quarto della serie dopo i primi tre di anteguerra. Nel tracciare il percorso completo, il Cavaliere volle legarsi sentimentalmente alla Targa. Seppure non più in palio come allora, egli volle includere nel percorso un giro del Medio Circuito delle Madonie di km 108. Per cui, la quarta edizione del Giro di Sicilia sarebbe direttamente

partita dalle tribune di Cerda e, dopo una tornata completa del Circuito delle Madonie, avrebbe preso il via con direzione Cefalù, Patti, Messina, Giarre, Catania, Siracusa, Avola, Modica, Ragusa, Comiso, Licata, Agrigento, Mazara del Vallo, Marsala, Trapani, Palermo. A Palermo il traguardo d'arrivo era posto nel Parco della Favorita.

 

Il percorso complessivo era di km 1038. La data di svolgimento della corsa venne fissata all' 8-9 maggio

1928, con partenza alle ore 16 dalle tribune di Cerda il giorno di sabato otto.

 

Occorre rilevare che nel dicembre del 1927 la Commissione Sportiva del R.A.C.I., della quale Vincenzo Florio era presidente, aveva già approvato il nuovo regolamento riservato alle competizioni per "vetture di serie". Perciò, il nuovo Giro di Sicilia era retto dalle norme dell'inedito regolamento.

Esse imponevano in particolare due posti obbligatori per ogni veicolo; due sacchi di sabbia in più per i veicoli di oltre 3000 cc. Era fatto obbligo della messa in moto automatica, dell'avvisatore (clakson), degli specchi retrovisivi, della ruota di scorta, del silenziatore e di fari per illuminazione. Era obbligatoria la divisione in classi, da 750 cc a 1100 cc, da 1100 cc a 1500 cc, da 1500 cc a 2000 cc, da 2000 cc a 3000 cc, da 3000 cç: a 5000 cc, oltre 5000 cc. In totale sette classi.

Le nuove classi servivano a regolamentare la Categoria Turismo in forte espansione ed imporre che essa non uscisse dai limiti di quello che era il concetto di mercato delle vetture normali di serie.

 

TO BE CONTINUED

 

:jap::jap:

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Entriamo quindi nel merito di quella corsa su strada che ai primi di maggio rivide la quarta edizione del Giro, praticamente sempre sullo stesso percorso, ma con la variante stavolta del prologo sulle Madonie, cosa che non sarà ripetuta nelle altre tre edizioni successive.

 

I documenti e le foto che sto per mostrarvi sono tratte da Rapiditas e dal libro "il mitico Giro di Sicilia" di Pino Fondi; non credo esistano altre pubblicazioni che testimonino quell'evento.

 

 

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la quarta edizione del Giro di Sicilia sarebbe direttamente partita dalle tribune di Cerda e, dopo una

tornata completa del Circuito delle Madonie, avrebbe preso il via con direzione Cefalù, Patti, Messina, Giarre, Catania, Siracusa, Avola, Modica, Ragusa, Comiso, Licata, Agrigento, Mazara del Vallo, Marsala, Trapani, Palermo. A Palermo il traguardo d'arrivo era posto nel Parco della Favorita.

Il percorso complessivo era di km 1038. La data di svolgimento della corsa venne fissata all'8-9 maggio

1928, con partenza alle ore 16 dalle tribune di Cerda il giorno di sabato otto.

 

ELENCO DEI PARTENTI

 

2 PIAGGIA Fiat 509

4 ZAGAMI Fiat

8 FEDERICO Fiat 509

10 PALADINO Fiat 509

12 CESARINI Fiat

14 TRANCHINA Fiat

16 MAGISTRI Alfa R.1,5

18 GASPARIN Alfa R.1,5

20 MORRA Fiat 501

22 CARNAZZA Diatto

24 FRANCESCONI OM

26 SCHERMI Diatto

28 FLOREALE Bianchi

30 RADICE Lancia Lambda

32 MANGANO Lancia Lambda

34 STRAZZA Lancia Lambda

38 SILLITTI Bugatti

40 MOCCIARO Auburn

 

 

LA CLASSIFICA FINALE

 

1° MAGISTRI A.R. km/h 63,281

2° FLOREALE Bianchi

3° MOCCIARO Auburn

4° TRANCHINA Fiat

5° MORRA Fiat

6° FEDERICO Fiat

7° PALADINO Fiat

8° CARNAZZA Diatto

9° PIAGGIA Fiat

 

Questo il racconto-cronaca della corsa di Pino Fondi

 

Quel quarto Giro di Sicilia, per la verità, non conseguì il successo di adesioni che Florio sperava.

Soltanto diciotto vetture, suddivise in sei classi, si presentarono alle tribune di Cerda per la partenza.

Le strade erano un po' migliori che nel 1912; tuttavia,ancora ben lungi dal potersi definire delle carrozzabili

per automobili.

La Lancia era l'unica marca che partecipava ufficialmente e lo faceva con due recentissime versioni

Lambda VIII serie di 2570 cc affidate a Gildo Strazza e Gigi Radice. Le due Lambda e i loro piloti erano

appena reduci dalla partecipazione alla Mille Miglia di poco più di un mese prima. Strazza e Radice si erano

classificati rispettivamente terzo e nono assoluti. Il primo era uno stradista assai combattivo e tenace,

mentre il secondo si destreggiava con molta disinvoltura sui tracciati tortuosi.

Le due Lancia Lambda, che correvano nella classe 3000, partivano dunque con i favori del pronostico.

Nella stessa classe figuravano la Bugatti 2300-compressore del siciliano barone Amedeo Sillitti, la Bianchi tipo 20 di Giuseppe Floreale e la più anziana Lancia Lambda 11Iserie 1926 di Carmelo Mangano.

Nella classe 2000 c'erano la OM Sport di Girolamo Francesconi del tipo Mille Miglia 1927, le due Diatto tipo 30 e la precedente tipo 26 del catanese Ottavio Schermi.

 

Le macchine che potevano insidiare seriamente le due Lancia ufficiali erano, invece, le due Alfa Romeo 1500 Sport 6 cilindri nella classe sino a 1500 cc di Carlo Gasparin e Costantino Magistri.

Assai agili e maneggevoli in curva, esse ben si adattavano ad un percorso tortuoso come quello siciliano.

Si erano ben comportate alla Mille Miglia di quell'anno tanto che una di esse, la sola che montasse il compressore, vinse nettamente con Giuseppe Campari.

Le due rosse "anguille del Portello" erano state inviate alla filiale Alfa Romeo di Palermo assai per tempo. Titolare dell' Alfa Romeo palermitana era Carlo Gasparin, eccellente meccanico ed esperto collaudatore.

Il palermitano Costantino Magistri, meccanico di doti naturali, era invece un guidatore dal temperamento impetuoso. Spesso spavaldo ma assai generoso, era un combattente di razza. Dunque, in quel quarto Giro di Sicilia, l'effettivo confronto per la vittoria era fra Lancia Lambda e Alfa Romeo 1500 Sport.

Nella classe 1100 facevano corsa a sé le Fiat 509 nuove di fabbrica, delle quali quella del conte Giovanni Federico aveva già disputato e vinto il Giro Sociale di Sicilia.

Le macchine partivano con il distacco di tre minuti l'una dall'altra a cominciare dalle ore sedici. La prima

era la Fiat 509 delle sei in gara nella classe 1100, guidata dal palermitano barone Peppino Piaggia. Le strade delle Madonie, in qualche tratto, erano ricoperte da veli di fanghiglia per le pioggie dei giorni prima. Non era agevole destreggiarsi su quel fondo scivoloso. Quando la corsa prese il via, però, le due agili Alfa di Gasparin e Magistri sembrarono trovarsi a loro agio. Esse presero un chiaro sopravvento sulle due Lambda di Radice e Strazza, più potenti delle Alfa ma meno maneggevoli sulle tortuosità madonite. Radice era attardato e stentava a mantenere

la quarta posizione.

Ancor più lontano era Strazza; e siccome non era pilota da retrovia reagì per recuperare. Lo faceva, però, spesso con eccessiva intemperanza rischiando il fuori strada con derapate acrobatiche. Nel corso di una di esse, arrivò scomposto in una curva nascosta piombando con le ruote anteriori su uno

strato di fanghiglia. Disgraziatamente per lui, uno schizzo di mota gli si proiettò contro il viso colpendolo ed oscurandogli gli occhialoni. Strazza perse completamente la visibilità e la padronanza del veicolo. Il quale si girò su se stesso urtando in parte il radiatore e un parafango. Pilota e meccanico restarono fortunatamente incolumi. La Lambda riprese la sua corsa, ma non era più in grado di marciare con la stessa cadenza di prima.

Intanto, le due Alfa di Gasparin e Magistri si piazzavano prima e seconda assolute a 47 secondi di distacco l'una dall'altra nel "Giro delle Madonie" di km 108. Terza era la Bugatti di Sillitti, quarta la Lambda di Radice, quinta la Bianchi tipo 20 di Floreale.

 

Conclusa la tornata madonita, i corridori riprendevano il via per il Giro di Sicilia vero e proprio dalle tribune

di Cerda secondo l'ordine di classifica dopo i primi 108 km. In testa scattava Gasparin, seguito da Magistri, Sillitti, Radice, Floreale, Francesconi e via via tutti gli altri. L'ultimo era Strazza fortemente attardato per l'incidente. Il Giro entrava ora nel vivo con il tratto da Cerda a Messina. Magistri attaccava subito, senza tanti complimenti mentre nel tratto fra Cerda e Messina Gasparin, che si trovava in seconda posizione, dovette improvvisamente ritirarsi per la rottura di una balestra.

Radice, invece, con la sua Lambda più veloce sui tratti meno impegnativi, recuperava il tempo perduto prendendo

il suo posto. Aveva così inizio un duello Alfa-Lancia che si faceva vibrante. Radice dava il massimo per acciuffare l'imprendibile Magistri, ma quest'ultimo rubava in curva ciò che ilprimo guadagnava sul veloce.

Nel frattempo si faceva sera e le macchine accendevano i fari. La corsa entrava nella sua fase notturna.

Le sciabolate dei fari illuminavano insufficientemente e la ghiaia sui cigli delle curve si intravedeva soltanto

quando le macchine stavano per mettervi le ruote sopra. Ciò nonostante, Magistri non si arrendeva affatto.

Così, al controllo di Messina, arrivava alle ore 21,15' con un vantaggio sul suo immediato rivale di circa mezz' ora.

Nel frattempo, Strazza avanzava a fatica. Arrivato a S. Agata di Militello,un principio di surriscaldamento

convinse il pilota lombardo che era ormai impossibile proseguire. Si fermò definitivamente, si tolse il berrettino

e lo scagliò via con stizza.

Nel cuore della notte, sul tratto da Messina a Catania, più veloce del precedente, la Lambda di Radice guadagnava terreno nei confronti della meno potente 1500 Alfa di Magistri. Il distacco si riduceva

a 14 minuti. Ancora inferiore esso era a Siracusa, dove raggiungevai 10 minuti. La differenza di cavalli

fra il motore Lambda 2570 cc e il motore Alfa 1485 cc si faceva sentire tutta sui tratti filanti.

A Ragusa il vantaggio di Magistri era di 9 minuti. Ora, egli attaccava con il motore che ululava al massimo

dei giri sulle ghiribizzose strade che conducevano verso Agrigento. Era in piena azione e stava per affrontare una semicurva dal fondo sassoso quando l'improwiso scoppio del pneumatico posteriore sinistro fece caracollare paurosamente il suo veicolo.

Sarebbe certamente finito contro i paracarri se Magistri, con abili tocchi di controsterzo, non lo avesse

dominato raddrizzandolo sino ad arrestarlo. A questo punto, pilota e meccanico scesero di macchina per provvedere alla sostituzione della ruota danneggiata. Si vedeva ben poco per il profondo buio della notte.

Tuttavia, il meccanico riuscì a sistemare il crik sotto l'assale del veicolo. Per somma beffa, però, il congegno

non funzionò. Era bloccato. Magistri imprecava, mentre i secondi trascorrevano inesorabili. C'era da

impazzire! Ma il meccanico, assai paziente, dopo aver passato del lubrificante sul congegno riuscì a

farlo funzionare. Finalmente la macchina si poteva sollevare dal suo lato posteriore sinistro e la ruota

veniva sostituita. Magistri tirava un sospiro di sollievo e ripartiva con rabbiosa determinazione. La sosta

era costata cinque, o forse sei minuti. Quando raggiunse il controllo di Agrigento erano le ore 4,16' del mattino di domenica.

"Stai attento che Radice ti è vicino!" gli disse un commissario di gara, ma non gli specificò il distacco perché il lancista doveva ancora arrivare. Magistri ripartì sgommando come una furia. I fari della sua Alfa fendevano il buio ancora fitto con una luce che sembrava più spettrale che materiale per un uomo che lottava per vincere su se stesso più che sul suo avversario. Quando la Lambda di Radice raggiunse il controllo di Agrigento erano le 4,42' del mattino. Il lancista chiese ad un commissario a che ora era passato Magistri. "Lei, ora, è a soli 4'25"!" gli disse

questi con fredda precisione senza comunicargli, però, l'ora di passaggio dell'awersario.

Radice riprese la sua corsa più euforico che mai. La strada verso Trapani si faceva ora in qualche tratto più tortuosa e assai ingannevole. E la notte cominciava a morire per lasciar posto al nuovo giorno che

stava per nascere. La Lambda di Radice era lanciatissima.

 

Alla fine di un tratto ripido al pilota si presentò una curva stretta. La macchina strusciò su un paracarro con violenza. La cinghia stringicofano, per l'urto, si mollò dalla sua sede e il cofano si aprì.

Contemporaneamente, lingue di fuoco si levarono dal vano motore probabilmente per un ritorno di fiamma.

Il veicolo si arrestò. Radice e il meccanico balzarono fuori. Il pilota afferrò il cuscino dal suo sedile e

riuscì a soffocare le fiamme menando colpi furiosi sul motore. Quando tutto fu finito, gli si strinse il cuore a

guardare la sua macchina ormai mal ridotta.

Sconsolato si rese conto che la sua corsa era ormai terminata prima ancora di concluderla ad oltre tre quarti di percorso. Magistri, intanto, continuava la sua rombante marcia infilando con disinvoltura le curve verso Trapani. Da li transitava alle ore 7,09', quando il sole cominciava ad apparire timidamente nel cielo terso. Ormai nessuno poteva minacciarlo. Il secondo posto di Radice era ora di Floreale, che guidava la 2 litri Bianchi tipo 20, staccatissimo con oltre un'ora di svantaggio. Dal canto suo, Sillitti, dopo Agrigento aveva abbandonato con il motore ormai letteralmente fuori uso.

Alle ore 8,50' 1O" esattamente, Magistri arrivava a Palermo, tagliando trionfalmente il traguardo posto

sul rettifilo del Real Parco Favorita. Aveva impiegato 16 ore 29'10" a compiere l'intero percorso di km

1038, marciando alla media di km/h 63,281. Una media esaltante per un veicolo da turismo di serie di

media cilindrata su strade in buona parte sterrate.

Per l'Alfa Romeo era un successo assai significativo, che ebbe un notevole peso nella conquista del

mercato non soltanto siciliano. Quando Magistri scese di macchina venne portato in .trionfo dai suoi

amici e dai numerosi spettatori accalcati lungo i viali del Parco Favorita.

 

Sotto l'aspetto della prestazione meccanica, a parte quella eccellente dell'Alfa Romeo spider 1500 Sport,

la rivelazione più esaltante di quel "Giro" fu la piccola Fiat 509. Tutti i modelli di questa serie che militavano

nella classe 1100 erano arrivati al traguardo in perfetto ordine di funzionalità. Il primo di essi, quello del palermitano Pippo Tranchina, si classificò quarto assoluto. AI secondo posto di classe si piazzò quello del conte Giovanni Federico, che era stato tormentato da problemi di gomme.

Nella classe 1500, a parte l'Alfa di Magistri, una prestazione di notevole rilievo fu anche quella dell'anziana

e sempre valida Fiat 501 pilotata da un tenace Morra, che era terminato quinto assoluto.

Di notevole entità anche la corsa della potente americana Auburn di Santi Mocciaro, finita terza assoluta.

Dopo quella edizione del 1928, il Giro di Sicilia venne accolto con favore dall'industria automobilistica nazionale e ciò malgrado l'esiguo numero di partenti.

Esso veniva riconosciuto come circuito di prova ideale per le vetture di serie.

 

TO BE CONTINUED

 

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Continuiamo il racconto del Giro di Sicilia 1928 con un altro documento che riproduce il quadro dei tempi di passaggio e a seguire la galleria fotografica (disponibile) delle vetture partecipanti

 

 

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I PARTECIPANTI

 

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n°2 Piaggia manca foto

 

n°4 Zagami manca foto

 

n°8 Federico manca foto

 

n°10 Paladino manca foto

 

n°12 Cesarini manca foto

 

n°14 Tranchina manca foto

 

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n°20 Morra

 

 

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n°16 Magistri (la vettura è la stessa, ma qui Magistri è in coppia con Gasparin alla Coppa Messina)

 

n°18 Gasparin manca foto

 

 

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n°22 Carnazza manca foto

 

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n°26 Schermi

 

 

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n°24 Francesconi

 

 

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n°28 Floreale manca foto

 

 

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n°30 Radice

 

n°32 Mangano manca foto

 

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n°34 Strazza

 

 

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n°38 Sillitti manca foto

 

 

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n°40 Mocciaro

 

Si conclude qui il 4° Giro di Sicilia

 

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Invité §ale042yg

Questa riproduzione di pagine dai numeri più "recenti" ma anche più introvabili di Rapiditas non ha prezzo. Grazie!!

 

L'ing. Floreale e il Cav. Mocciaro non andavano per nulla piano, ma non sembrano essere stati interessati a continuare a correre (solo Mocciaro si ritirò l'anno successivo). Si sa qualcosa di loro?

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Questa riproduzione di pagine dai numeri più "recenti" ma anche più introvabili di Rapiditas non ha prezzo. Grazie!!

 

L'ing. Floreale e il Cav. Mocciaro non andavano per nulla piano, ma non sembrano essere stati interessati a continuare a correre (solo Mocciaro si ritirò l'anno successivo). Si sa qualcosa di loro?

 

 

Purtroppo per quanto ne so, le uniche testimonianze di quel periodo provengono solo da Rapiditas (tra l'altro succinte) e da ciò che racconta Pino Fondi nell'unico testo sul Giro...

Come avrai notato, non c'è nemmeno una foto in gara delle Alfa di Magistri e Gasparin...; l'attenzione maggiore era rivolta alla concomitante Targa Florio quale competizione di velocità al massimo livello; il Giro manteneva i connotati della gara di gran fondo quale banco di prova per le vetture turismo di produzione, e ciò forse penalizzava l'interesse del pubblico e della stampa attirata dalle vetture più performanti e dai grandi assi del volante...

Tant'è che tale esperienza durò solo quattro edizioni per poi riprendere nel dopoguerra brillantemente ma con altra formula di partecipazione, praticamente simile alla MilleMiglia che nel frattempo era diventata la regina delle competizioni su strada.

 

:jap::jap:

 

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1968 Pergusa : GP F2del Mediterraneo

 

Ciao Tritone,

il mio amico Rino Realmuto mi racconta spesso di come "Seppi" Siffert fosse amato dagli ennesi.

In particolare Rino ricorda di come si intrattenesse amabilmente con i ragazzi che lo attorniavano a Pergusa, quando a prove finite si concedeva un pò di relax fermandosi in uno dei tanti Bar di via Pergusa .

La vittoria ottenuta nel GP di Formula 1 del Mediterraneo del 1964 lo consacrò definitivamente come beneamino del pubblico locale

 

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1964 Pergusa : GP F1 del Mediterraneo

 

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Invité §vec630bL

Salve a tutti. Stiamo organizzando una mostra sul Gran Premio di Bari (1947-1956). Abbiamo abbastanza materiale ma cerchiamo auto e piloti che vi hanno partecipato e tutto ciò di interessante reperibile.

Grazie per la collaborazione.

 

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Salve a tutti. Stiamo organizzando una mostra sul Gran Premio di Bari (1947-1956). Abbiamo abbastanza materiale ma cerchiamo auto e piloti che vi hanno partecipato e tutto ciò di interessante reperibile.

Grazie per la collaborazione.....

 

Ciao Vecchiealfa

questo il mio piccolo aiuto per sperando possa esserti utile.

Il mio amico Dott.Giancarlo Galeazzi è il felice possessore della Ferrari 500 TR ch.0610 MD TR che con il Principe Gaetano Starrabba corse il GP.di Bari del 1956 classificandosi settima nella corsa preliminare della classe 2000.

 

GP.BARI 1956 - Articolo tratto dalla rivista "Velocità"

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GP.BARI 1956 - Articolo tratto dalla rivista "Auto Italiana"

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Griglia di partenza della classe 2000 - GP.Bari 1956

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Gigi Villoresi bloccato ai box si troverà tagliato fuori dalla corsa

 

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Cesare Perdisa e Piero Taruffi

 

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Jean Behra e Cesare Perdisa , primo e secondo nella classe 2000

 

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Stirling Moss vincitore della classe 3000 Maserati 300 SI

 

Le classifiche del GP.Bari 1956 tratte da "Auto Motor Sport"

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La Ferrrai 500 TR del Principe Starrabba in gara

 

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La Ferrrai 500 TR del Principe Starrabba all'arrivo (settimo nella classe 2000)

 

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il Principe Starrabba

 

Questo il materiale che il Dott.Galeazzi ha messo a disposizione del Forum.

Se sei interessato ti posso mettere in contatto con lui e/o con il Principe Gaetano Starrabba

 

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Siracusa

 

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In Sicilia nasce la Targa Florio.....avevamo il Gp di Siracusa.....avevamo Pergusa.....avevamo delle spledide cronoscalate valide per il campionato europeo....avevamo due splendidi Rally..la Targa e il Messina....avevamo uno splendido rally su Terra...il Coca D'oro.....in Sicilia avevamo......avevamo.....oggi abbiamo solamente dei Bla...Bla....Bla...Bla.....

 

 

:non::non::non::non::non:

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Ricordo di Baghetti al Gp di Siracusa del 1961.....

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Giancarlo Bagetti - Ferrari 156 - FISA (Federazione Italiana Scuderie Automobilstiche).

 

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Giancarlo Bagetti - Ferrari 156 - FISA (Federazione Italiana Scuderie Automobilstiche).

 

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Giancarlo Bagetti - Ferrari 156 - FISA (Federazione Italiana Scuderie Automobilstiche).

 

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Questo Post vuole ricordare il Gp di Siracusa...la Sicilia un tempo era anche terra di Motori...oggi invece e' terra di........

lasciamo perdere.........

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“ ….. Sull’orologio della fatalità scoccava l’ora per Bernabei. Il romano, che poco prima ci aveva fatto sussultare per alcune piroette all’entrata del rettilineo del Viale del Fante verso Piazza Leoni ( a causa di curve ridotte in pessimo stato).........

 

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..........al 13° giro, dopo Piazza Niscemi, in un altro punto del circuito in condizioni precarie, era vittima di un grave e incomprensibile incidente.

 

All’imbocco del Viale, la macchina si spostava fulmineamente sulla destra, poi sbandava dall’altra parte e, sbattendo contro un palo di sostegno della luce elettrica, si capovolgeva .

 

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Dalla folla volavano in soccorso del pilota (che era rimasto sotto la macchina ) alcuni animosi e subito Bernabei era liberato e trasportato al posto di medicazione.

 

Ferite leggere al capo, possiamo assicurare, danni gravi, piuttosto, per la macchina, inutilizzata …...”

 

 

Ritornando alla Ferrari di Bernabei questa era sicuramente una 166 SC, quindi nulla a che vedere con la Touring.

 

Caro Best.... :jap::jap::jap:

la Coppa Città di Palermo è una storia ancora tutta da riportare alla memoria e da raccontare.

Quelle strade che spesso percorriamo, vicinissime all'azienda ospedaliera nella quale lavoro , dove si è corsa per quattro anni anche una edizione particolare della Targa Florio, chissà se prossimamente potranno finalmente essere il luogo dove ricordare Vincenzo Florio in questa città smemorata...

 

Godiamoci ancora alcune rare e preziose fotografie : Una ritrae (Favorita? Palazzina cinese?) la Fiat Mucera 1100 S,

 

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l'altra vede tante bellissime barchette artigianali, la Ferrari 166 di Bernabei insieme alla Allemano (002S) di Domenico Tramontana ed alla 166 MM Touring che si vede nella foto dell'incidente, erano sicuramente le più blasonate, schierate lungo via del Fante.

 

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e dal momento che questo topic si chiama "I PILOTI DELLA TARGA FLORIO" un'ultima foto,sempre dell'archivio della famiglia Mucera, che ritrae Rosario (Remigio) Mucera accanto alla bella Mucera 1100 S

 

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FIERI ED ORGOGLIOSI DEL NOSTRO PASSATO ANCORA DA RITROVARE !

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Amis Italiens, j'ai besoin de vous.

 

Quelqu'un a t'il une revue Italienne dans laquelle il y aurait un reportage sur le GP de Mugello 1970?

 

En effet, je cherche à savoir s'il y avait 2 ou 3 Alfa Romeo tipo 33.2 SPYDER engagées.

 

Il y avait Zeccoli/"Nicor" (Guido Nicolai), Bardelli et peut-être Alberti/Facetti:

 

 

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Cette photo est présentée comme montrant la voiture conduite par Alberti.

Mais a t'elle été prise sur le circuit du Mugello en 1970, lors du GP? Je n'en suis pas certain.

 

 

 

 

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Voici la 33 spyder de Bardelli.

 

 

 

 

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Et celle de Zeccoli/Nicolai.

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