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I PILOTI DELLA TARGA FLORIO


Invité §ami463nV

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(04.05.1970)

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Nella Targa Florio record per Siffert-Redman . Strenua difesa della Ferrari (terza) Rodriguez e Kinnunen, secondi, hanno preceduto Giunti e Vaccarella protagonisti di una buona prova - Oltre 120 km orari di media, mezzo milione di spettatori sul tracciato - La Lancia di Maglioli-Munari vincitrice della categoria Gran Turismo - Nella classifica «mondiale» la Porsche sale a 42 punti contro i 25 della Ferrari dal nostro inviato Palermo, lunedì mattina.

 

La Porsche ha vinto anche' la Targa Florio. E' il suo decimo successo nella corsa siciliana, il quinto consecutivo, il quarto su cinque prove del Campionato marche 1970. Si sono affermati Jo Siffert e Brian Redman, sulla nuova «908» tre. litri, davanti ai compagni di squadra Rodriguez e Kinnunen. Per tutti, champagne a volontà, abbracci, in un clima di generale euforia. I tedeschi e gli inglesi della scuderia Gulf Porsche si sentono ad un passo dal titolo mondiale: in classifica hanno ora 42 punti: ancora una vittoria e la sfida con la Ferrari sarà conclusa. Proprio la Ferrari, venuta in Sicilia con una sola macchina, la « 512 S » di cinque litri, e con Ignazio Giunti e Nino Vaccarella, ha offerto ieri una splendida prova, impegnando severamente le rivali di Stoccarda e dimostrando di essere veramente l'unica avversaria della Porsche, sia che le gare si svolgano in circuito sia che abbiano come teatro le strade di montagna della «Targa».

 

Giunti e Vaccarella, neppure in buona salute (e non è una scusa, è la semplice verità), hanno ottenuto il terzo posto portando molto bene la loro grossa e fin troppo potente vettura per le mille curve del circuito delle Madonie. « Avremmo meritato di inserirci tra Siffert e Rodriguez — ha detto Giunti —: Questo risultato, per noi, è un po' una pillola amara». In effetti, i due piloti della Ferrari, dopo avere concluso il primo giro in settima posizione (un primo giro disputato su una strada cosparsa di fango, terriccio e chiazze d'acqua per un violento piovasco scatenatosi nelle prime ore del mattino), sono via via risaliti inserendosi autoritariamente fra le macchine dello squadrone Porsche. Quinti al secondo e terzo passaggio, terzi al quarto, secondi al quinto, Giunti e Vaccarella hanno concluso il sesto giro al comando della gara, fra l'entusiasmo delirante della folla. In proposito, un dato: sui 72 km del circuito, si calcola che ci fossero 500 mila persone. La polizia stradale ha comunicato che soltanto da Palermo e dintorni sono partiti per la zona della competizione ben 68 mila autoveicoli, con la conseguenza di creare un ingorgo formidabile, tanto che la partenza è stata spostata dalle 8 alle 9,15 per permettere alle ambulanze previste per la gara di raggiungere i posti di pronto soccorso. Ma torniamo alla corsa. Preceduta dall'unica Ferrari « ufficiale », gli uomini della Porsche sono passati alla controffensiva, riuscendo in quattro passaggi a superare il duo di Maranello.

 

Va anche rilevato che rispetto alle « 908 », la Ferrari ha dovuto compiere cinque soste, ossia due in più. Il che si può tradurre in una perdita di circa due minuti.. D'altra parte, è inevitabile che una cinque litri consumi molto di più di una tre litri (ogni due giri, la Ferrari «beveva» circa 100 dei 120 litri di carburante contenuti nei suoi serbatoi). Inoltre nel corso del decimo giro, Vaccarella ha toccato violentemente con la parte anteriore della macchina in una cunetta. « L'avantreno vibrava — ha spiegato poi — ed ho preferito fermarmi a Polizzi per un controllo,». Sia Giunti che Vaccarella hanno terminato questa Targa Florio con le mani piagate. « Il conto dei cambi non l'ho fatto — ha detto Giunti — ma certo sono più di mille ». I due piloti erano affaticati, certo più di quelli delle Porsche, ma c'è una bella differenza fra il portare una vettura che pesa mille chili. Lo stesso Wyer gran capo della scuderia Gulf-Porsche, era ammirato della Ferrari e dei suoi piloti. «Bravissimi — ha dichiarato. — Ora noi andremo a Spa con due "917" di cinque litri ». Alla Porsche, ieri, non hanno avuto molti problemi, a parte una certa ansia nel vedere che la Ferrari stava tenendo testa alle « 908 » costruite appositamente per questo circuito.

 

 

Delle quattro Porsche preparate per la « Targa », una sola è stata costretta al ritiro. Quella di Elford-Herrmann. Al primo giro, Elford è finito sul fango smottato dalla montagna, ha compiuto un testa-coda ed è uscito di strada rompendo una sospensione. Lui è rimasto illeso, ma la macchina non era più in condizione di proseguire. Stessa sorte ha avuto Umberto Maglioli, che era al volante di una delle tre Alfa « 33.3 », di 3000 cmc schierate dalla Casa milanese. Per un fatto veramente singolare, tutte e tre le auto sono uscite di strada. Prima Maglioli, appunto, e poi Masten Gregory e Courage. Logico che nel box ci fossero musi lunghi, anche perché proprio il presidente dell'Alfa Romeo, dott. Giuseppe Luraghi , era stato invitato alla corsa come mossiere d'onore. L'ing Chiti, D. S. della squadra, ha detto: «Con De Adamich e Courage avremmo potuto arrivare terzi o quarti. Peccato ».

 

Bene, invece, la Lancia, nona assoluta con Claudio Maglioli e Munari sulla Fulvia HF 1600, che si è imposta brillantemente nella categoria gran turismo. Poche le vetture arrivate, molti gli incidenti sui 792 km della gara, ma nessuno grave. Il più serio è accaduto quasi al termine, quando la Porsche di Attwood-Waldegaard ha tamponato la MG di Chatam-Harvey, che è uscita di strada investendo di striscio uno spettatore, che ha riportato la probabile frattura di una gamba. Nonostante questo, un bilancio ancora positivo per la Targa Florio, in cui ogni anno si va sempre più veloci. Lo dimostra il giro record di Kinnunen (33' 36'', alla media di 128,571 km orari); lo dimostra la media primato di Siffert e Redman.

Michele Fenu La Stampa (04.05.1970)

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"..... Un concorrente ha investito un mulo ....."

 

 

Non so perchè ma da mi viene da ridere ..... al pensiero che qualche eminente plenipotenziario, nel leggere quel documento, possa - magari - chiedere in giro : "Ma perchè, in Targa correvano pure i muli ?"

 

 

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..................

Non so perchè ma da mi viene da ridere ..... al pensiero che qualche eminente plenipotenziario, nel leggere quel documento, possa - magari - chiedere in giro : "Ma perchè, in Targa correvano pure i muli ?"

 

 

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I muli no, ma i muletti sì...

 

:ange::ange:

 

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Questo breve post è dedicato a Sergio Mantia

 

 

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L’Amico di Targa Florio Francesco Terranova ha immortalato gli attimi del “botto” per il motore di quella bella Alpine rossa n.119 del Dr. Sergio Mantia.

 

Siamo nel corso del 3° giro della Targa Florio del 1971. Sarà il ritiro.

 

 

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Lasciando da parte la sua carriera professionale nel campo medico, il Dr. Sergio Mantia fù notissimo sportivo praticante: automobilismo (annovera il record mondiale di maggior numero di partecipazioni alla Targa Florio, ben 20), tennis,

 

 

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biliardo, ma soprattutto calciatore di serie B in Argentina.

 

 

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Grande appassionato di montagna, per tanti anni ha organizzato in Cadore tornei di tennis (20 edizioni del Mantia Tennis Cup).

 

Una lunga malattia lo ha stroncato il 30 agosto 2003.

 

 

 

* * *

 

Nel corso di parecchi anni di lavoro ho avuto la fortuna di intrattenere rapporti con il Dr. Mantia per la Sua attività professionale, oggi proseguita nello stesso campo dai Suoi 3 figli.

 

Un piacevole ricordo. Era davvero un gran Signore.

 

Le foto del Dr. Mantia sono tratte da: http://www.centromedicomantia.it/

 

 

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www.amicidellatargaflorio.com

 

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Invité §ami463nV

L'ultima Targa Mondiale (1973) Attraverso le immagini di Lello Brancato

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L’amico

Dott. Lello Brancato, autentico appassionato di Targa Florio , ci ha fatto un regalo preziosissimo.

Ha donato per la pubblicazione in questo nostro sito www.amicidellatargaflorio.com alcune immagini facenti parte del suo archivio fotografico e di quello paterno.

Sono foto dalle quali emerge un evento che ha segnato la vita di molte persone.

Per questo regalo a tutti gli appassionati di Targa Florio, lo ringraziamo. :jap::jap::jap::jap:

 

Seguite il link

http://picasaweb.google.com/targaflorio1961/TargaFlorio197302#slideshow/5545357351847623394

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Questo breve post è dedicato a Sergio Mantia

 

Lasciando da parte la sua carriera professionale nel campo medico, il Dr. Sergio Mantia fù notissimo sportivo praticante: automobilismo (annovera il record mondiale di maggior numero di partecipazioni alla Targa Florio, ben 20), tennis,

 

.....Grande appassionato di montagna, per tanti anni ha organizzato in Cadore tornei di tennis (20 edizioni del Mantia Tennis Cup).

 

Una lunga malattia lo ha stroncato il 30 agosto 2003.

 

* * *

 

Nel corso di parecchi anni di lavoro ho avuto la fortuna di intrattenere rapporti con il Dr. Mantia per la Sua attività professionale, oggi proseguita nello stesso campo dai Suoi 3 figli.

 

Un piacevole ricordo. Era davvero un gran Signore.

 

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www.amicidellatargaflorio.com

 

 

INDIMENTICABILE GRANDE SPORTIVO ED INDIMENTICABILE GRANDE SIGNORE.

 

PER LUI L'AUTOMOBILISMO ERA LA GIOIA DI PARTECIPARE.

 

LA VERA ANIMA DELLA TARGA FLORIO SONO STATI GLI SPORTIVI PURI, COME IL DOTTORE MANTIA E DI LORO ABBIAMO IL DOVERE DI RICORDARLI A CHI NON HA AVUTO LA NOSTRA FORTUNA: ASSISTERE ALLA TARGA FLORIO!

 

COME VORREI CHE I GIOVANI, OGGI INCOLLATI AL TELEVISORE AD ASSISTERE ALL'ATTUALE FORMULA 1, PROVASSE, PER UNA VOLTA SOLA, LA VERA TARGA FLORIO PER CAPIRE QUALE IMMONDA SBOBBA CI VOGLIONO FAR CREDERE ESSERE IL "NETTARE DEGLI DEI".

 

GRAZIE SERGIO PER QUELLO CHE HAI DATO ALLO SPORT ED ALLA SICILIA, TI ASSICURO CHE SARAI RICORDATO.

 

beppe

 

PS

 

ANCHE PER QUESTO, QUANDO PENSO ALL'ECOTARGA, " LE BUDELLA MI DIVENTANO A MATAPOLLO" CONCETTO CHE VI PUO' SPIEGARE UN'ALTRO INCREDIBILE PERSONAGGIO DELLA PALERMO DOPO GLI ANNI 60:

GIORGIO LI BASSI

 

beppe

 

 

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Giorgio Li Bassi, il ruvido poeta di Palermo, è morto. Aveva 65 anni. L’ictus di domenica gli è stato fatale. Era ricoverato alla rianimazione di Villa Sofia. Giorgio Li Bassi apparteneva alla meravigliosa razza famelica degli attori e dei teatranti palermitani di strada: una corporazione che sa coltivare, tra le sue maschere, un rancore tenace e indistruttibile, prima del sincero e affettuoso ricongiungimento, quando conta davvero. Si amano come si odiano gelosamente, nel pettegolezzo e nell’addio.

Giorgio Li Bassi era un poeta. Una tenera creatura di cielo e di stelle. Noi lo abbiamo sempre scambiato per il cantore della terra, per il comico dalla risata greve, per colui che pure nelle ottime cose che faceva non perdeva mai l’impronta verace, il tono sgrammaticato, la veste del palermitano plebeo. Ma in questo rovistare nel cuore fangoso e commediante della sua Palermo, con un sorriso popolano e rude, c’era un’innocenza da ragazzino. C’era l’anima bianca di chi ha sentito per la prima volta in faccia lo scirocco, o uno spruzzo di mare. C’era il bambino che sta sognando tutte le possibilità e le rotte del volo enumerate dall’infanzia. Perciò questa morte, il commiato del poeta di Palermo, possiede una scaglia di luce che ci consola. Risuona lieve, come la risacca della vita che deve ancora iniziare.

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C’era e c'era Giuseppe Schiera e la moglie di Giuseppe Schiera

 

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di Salvo Licata

Regia: Pippo Spicuzza

Musiche d'epoca suonate da Rosamaria Enea (fisarmonica)

Data: Febbraio 2006

Luogo: Palermo - Teatro Nuovo Montevergini

Interpreti: Giorgio Li Bassi, Stefania Blandeburgo, Paolo La Bruna (…)

Descrizione: In “C’era e c’era Giuseppe Schiera e La moglie di Giuseppe Schiera” si trovano i controcanti tutt’altro che sommessi degli sberleffi della più cruda realtà quotidiana degli anni della Palermo bombardata del ’43. Anche qui il personaggio assolutamente palermitano del poeta da strada, acquista con la drammaturgia di Licata, un respiro più ampio ed europeo trasformando Beppe Schiera in un “infinitesimale personaggio brechtiano della casbah palermitana”...

 

 

 

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Quei ragazzi del 1973

 

 

Eravamo ancora tutti veramente incavolati ..... dopo giorni e giorni .... per quanto accaduto e vissuto in prima persona in quella incredibile Targa Florio del 1973 .... con le avvilenti disfatte della Ferrari prima e dell'Alfa subito dopo ....... ; una Targa consegnata nelle mani delle Carrera .... che ringraziarono .....

 

...... e ci dovemmo pure sorbire - ma era scontato - quella spettacolare copertina di Autosprint, uscito in quel lunedì di quella settimana di Maggio 1973 .....

 

una copertina che è diventata, nel frattempo, un CULT

 

 

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E per i "maniaconi" di Targa ..... allora datati 1973 ..... ore ed ore a discutere : Quella Carrera con Muller .... sta ancora tirando la prima .... oppure si ..... ma no .... si ti dico .... guarda bene ..... si ... no ... la prima era cortissima .. sta in seconda ... si .... no ... forse ...

 

era già una "question" di TARGA ..... tanto per passarci il tempo .... ma indossando i jeans a zampa d'elefante, però :sol:

 

 

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QUELLE "**SCINTILLE**" TRA VACCARELLA E MASTEN GREGORY ...... SUL CIRCUITO .... ED AI BOX .....

 

 

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Palermo, 30 aprile.

 

Ogni anno si giura che più veloci di così non si può andare sui 72 km di curve del circuito delle Madonie, ed ogni anno c'è qualcuno che migliora il record sul giro.

 

 

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Oggi, il primato della Targa Florio è caduto cinque volte.

 

Merito di Siffert, con la nuova Porsche « 908 », di Elford (con una « 908 » e con la grossa «917»), di Vaccarella, sulla Ferrari « 512-S », e di Courage, sull'Alfa Romeo « 33.3 ».

 

Nino Vaccarella è stato anche protagonista di un incidente - stradale e verbale - con Masten Gregory, pilota dell'Alfa.

 

E' mancato poco che ai box di Cerda si assistesse ad un pugilato fuori programma, poi gli animi si sono calmati ed ora ciascuno pensa alla gara di domenica, quinto episodio del campionato mondiale marche.

 

L'impresa di Siffert è favolosa.

 

 

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Lo svizzero, che con Rodriguez è il miglior pilota della scuderia Gulf-Porsche, verso la fine delle prove ha compiuto un giro in 34'10", alla media oraria di km. 126,439, quasi un minuto in meno del primato ufficiale stabilito lo scorso anno da Vie Elford (35'8"2, media 122,948).

 

Lo stesso Elford ha ottenuto con la « 908 » il tempo di 34'37"3 e con la « 917 » di quattro litri e mezzo (che non verrà usata in corsa perché troppo « ballerina ») 35' 6"6.

 

Vaccarella ha girato in 34'46" e Courage - esordiente alla Targa - in 35'5".

 

I tempi dimostrano che gli uomini e le macchine della Gulf-Porsche sono quelli con maggiori possibilità di successo, e il fatto era prevedibile.

 

La Casa di Stoccarda ha portato alla Targa, in cui si è già affermata nove volte (e dal 1966 al 1969 senza interruzioni), la «908» edizione 1970.

 

E' uno spider dall'aspetto fantascientifico, più simile quasi ad una monoposto che ad una vettura sport o sport-prototipo; viene individuato con la sigla « Mk 3 », ossia terza versione di una dinastia cominciata nel 1968.

 

Bassissimo, con forma vagamente ad uovo, posto di guida avanzato, motore posteriore-centrale otto cilindri di tre litri, 405 cv, telaio tubolare, pesa appena 550 kg, 80 in meno della «908» che vinse lo scorso anno la Targa con Mitter e Schutz.

 

Tuttavia, la Ferrari «512-S» di Vaccarella e Giunti ha contenuto meglio del previsto questo primo attacco delle rivali tedesche.

 

Vaccarella è stato molto bravo, anche perché il suo 34'46" non è del tutto veritiero, nel senso che il tempo avrebbe potuto essere inferiore se non fossero capitati due disgraziati episodi.

 

« Ninni », che qui è davvero un personaggio importante, appreso il giro-record di Siffert, ha deciso di migliorare la sua prestazione.

 

E' saltato sulla « 512-S » che impiegherà domenica (il « muletto » di allenamento era rimasto fermo lungo il percorso per la rottura di un cerchione provocata dal botto contro un paracarro) e si è gettato con impeto nel circuito.

 

 

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Dopo il paese di Collesano (11 km di discesa tutta curve verso il mare), la prima disavventura.

 

« Una Porsche - ha detto il palermitano - non mi ha dato strada. Le sarò rimasto incollato sulla coda per tre km prima di riuscire a sorpassarla».

 

Si tratta di secondi preziosi che s'involano, e la rabbia per « Ninni » è grande.

 

Neanche a farlo apposta, poco dopo, quasi al termine del rettilineo di Bonfornello, la vicenda si ripete, questa volta con Masten Gregory.

 

La strada corre in mezza costa, in una lunga serie di curve veloci.

 

Vaccarella - come ha raccontato - ha lampeggiato con i proiettori, ha suonato il clacson a distesa.

 

Niente, l'americano non si è spostato.

 

Il pilota della Ferrari, infine, si è portato a fianco dell'Alfa, e la ruota anteriore destra della «512-S» si è agganciata con quella posteriore sinistra della « 33.3 ».

 

Le due vetture hanno viaggiato così per alcuni metri, poi l'Alfa ha scartato ed è finita fuori strada, danneggiandosi gravemente, mentre la Ferrari ha proseguito sino al vicino traguardo di Cerda.

 

 

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Così ritrovarono quelli dell'Autodelta la 33 incidentata di Masten Gregory ......

 

 

Vaccarella, sceso di macchina, ha avuto parole dure verso Masten Gregory, che è arrivato pochi minuti dopo, del tutto illeso, ma furibondo.

 

Volavano minacce grosse, insulti, infine i dirigenti delle due parti riuscivano a calmare le acque.

 

A Vaccarella sfuggiva, forse, un tempo eccezionale, Gregory si rammaricava per i danni subiti dall'Alfa.

 

Si ritiene, però, che la vettura sarà riparata in tempo.

 

Ancora da segnalare un lieve incidente al pilota dell'Abarth, Casoni (mentre Arturo Merzario, prestato per l'occasione alla Casa torinese, ha girato sul tre litri in 38'55"), e l'ottimo comportamento delle Fulvia 1600 HF granturismo di Munari-Pinto

 

 

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(in gara la coppia fù : Ballestrieri - Pinto)

 

 

e di Maglioli-Ballestrieri,

 

 

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(in gara la coppia fù : Munari - C.Maglioli)

 

 

che hanno ottenuto due eccellenti 40'35" e 41'09", superando rivali di maggiore cilindrata.

 

Michele Fenu

 

 

I tempi migliori 1. Siffert, Porsche « 908Mk 3», 34'10", media oraria km. 126.439: 2. Elford. Porsche « 908-Mk 3 », 34'37"3; 3. Vaccarella, Ferrari « 512-S », 34'46"; 4. Courage, Alfa «33.3», 35'05"; 5. Elford, Porsche «917», 35'06"6; 6. de Adamich, Alfa «33.3», 35' 10"5; 7. Rodriguez, Porsche « 908-Mk 3 », 35'12"8; 8. Redman, Porsche « 908-Mk 3 », 35'14"8; 9. Van Lennep, Porsche «908», 35'21"7; 10. Giunti, Ferrari «512-S», 35' e 26".

 

 

Best54

 

 

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Jo Siffert alle verifiche del Mugello in Firenze, Piazza Beccaria alla Piscina MUZI ( * )

 

 

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UNA FILOSOFIA DI SPORT ED UN MODO DI ESSERE CAMPIONI CHE NON ESISTE PIU'

 

 

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irrituali "codolini ad allargare" ...... sui parafanghi posteriori .........

 

 

(*) un grazie agli Amici del Mugello.

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Invité §ami463nV

1975 L'ultima Targa di Nino Vaccarella..attraverso le foto di Lello Brancato

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Seguite il link

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L’amico

Dott. Lello Brancato, autentico appassionato di Targa Florio , ci ha fatto un regalo preziosissimo.

 

Ha donato per la pubblicazione in questo nostro sito www.amicidellatargaflorio.com alcune immagini facenti parte del suo archivio fotografico.

 

Sono foto dalle quali emerge un evento che ha segnato la vita di molte persone.

 

Per questo regalo a tutti gli appassionati di Targa Florio, lo ringraziamo.

 

:jap::jap::jap::jap:

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ROLF STOMMELEN

 

 

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la sua più grande sfortuna in Targa Florio ? Avere come compagno, nel 1973, De Adamich

 

 

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La prima volta le 33TT12 le abbiamo viste in Targa Florio 1973 .... e le foto proposte della n.6 sono tutte ( :sol: non a caso :sol: ) con alla guida Stommelen ...

 

 

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Eppure, in tempi moderni :sol::sol: c'è chi ha lavorato per poter riproporre ancora una efficiente 33TT12, magari come quelle che vennero in Targa Florio …..

 

 

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le foto "in officina" di J.B. Fender, tratte da:

http://www.motorforum.it/cronoforum/viewtopic.php?t=236&postdays=0&postorder=asc&start=0

 

 

Best54

 

 

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www.amicidellatargaflorio.com

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